Quando si parla di mobilità alternativa, la domanda che in molti si pongono è semplice ma concreta: quanto si percorre con 10 euro di idrogeno e, soprattutto, vale davvero la pena considerare questa tecnologia rispetto alla benzina o all’elettrico? I numeri, una volta analizzati nel dettaglio, riservano qualche sorpresa interessante.
Auto a idrogeno: come funziona davvero la propulsione a celle a combustibile
Le auto a idrogeno non bruciano il gas come un motore termico tradizionale. Sfruttano invece il processo dell’elettrolisi inversa: l’idrogeno stoccato nei serbatoi reagisce con l’ossigeno dell’aria all’interno delle celle a combustibile, generando elettricità che alimenta un motore elettrico. L’unico “scarico” prodotto è vapore acqueo, rendendo queste vetture a tutti gli effetti a emissioni zero durante la marcia.
Sul mercato oggi si trovano principalmente due modelli di rilievo: la Toyota Mirai, berlina premium dal prezzo di listino di circa 75.900 euro, e il SUV Hyundai Nexo, proposto a partire da 78.300 euro, con un’autonomia dichiarata di 666 km e una garanzia di 5 anni a chilometraggio illimitato. Cifre non banali, ma in linea con il segmento premium a cui appartengono.
Quanti km si percorrono con 10 euro di idrogeno?
Per rispondere in modo preciso, bisogna partire dal costo attuale del carburante. Il prezzo medio dell’idrogeno in Italia si aggira intorno ai 10 euro al kg, anche se in alcuni distributori può arrivare fino a 13,7 euro al kg. Il consumo standard di un’auto a idrogeno è di circa 1 kg ogni 100 km, il che porta a un costo teorico di circa 10 centesimi al chilometro.
Con 10 euro, quindi, si percorrono in condizioni standard circa 100 km. Ma la realtà può essere più vantaggiosa: durante un test condotto su strade pubbliche, la Toyota Mirai ha completato 1.003 km con un solo pieno, registrando un consumo medio straordinariamente contenuto di 0,55 kg per 100 km. Con questi consumi reali, con 10 euro si riescono a percorrere tra i 125 e i 140 km, una prestazione che ridisegna il rapporto costo/percorrenza.
Un pieno completo di idrogeno per la Mirai costa tra i 70 e gli 80 euro, sufficiente — nelle mani giuste — a superare i 1.000 km.
Il confronto con benzina ed elettrico
Per dare un contesto reale ai numeri, vale la pena fare un confronto diretto:
- Benzina: con 10 euro (a circa 1,80 €/litro) si acquistano circa 5,5 litri. Un’utilitaria con consumo medio di 6 l/100 km percorre circa 90 km. Un’auto più efficiente può arrivare a 100-110 km.
- Elettrico: con 10 euro di ricarica pubblica (mediamente 0,50-0,60 €/kWh) si ottengono circa 17-20 kWh. Un’elettrica con consumo medio di 15 kWh/100 km percorre circa 110-130 km. La ricarica domestica abbatte ulteriormente i costi.
- Idrogeno: con 10 euro, in condizioni di guida ottimizzate, si percorrono tra i 125 e i 140 km.
Sul piano dei soli costi energetici, l’idrogeno si posiziona in modo competitivo, ma il vantaggio principale rispetto all’elettrico è un altro: il tempo di rifornimento. Fare il pieno di idrogeno richiede circa 3-5 minuti, contro i tempi di ricarica anche rapida di un’elettrica, che difficilmente scendono sotto i 20-30 minuti per recuperare autonomia sufficiente.

Il nodo infrastrutturale: il vero ostacolo alla diffusione
Nonostante le prestazioni siano più che convincenti, l’idrogeno in Italia sconta un ritardo infrastrutturale evidente. I distributori attivi sul territorio nazionale si contano sulle dita di una mano:
- Bolzano, gestito dall’Istituto per le Innovazioni Tecnologiche
- Mestre, inaugurato da ENI nel giugno 2022
- Alcune stazioni a Milano e altri punti sparsi nella Penisola
Finché la rete di distribuzione non raggiungerà una copertura paragonabile a quella delle colonnine di ricarica per veicoli elettrici, le auto a idrogeno rimarranno una scelta praticabile solo per chi vive o lavora nelle aree servite. La tecnologia c’è, i consumi sono competitivi, ma senza infrastruttura diffusa il potenziale rimane in gran parte inespresso.
Vale la pena acquistare un’auto a idrogeno oggi?
La risposta dipende molto dal profilo di utilizzo. Per chi percorre lunghe distanze, abita in zone con distributori accessibili e vuole un’alternativa green senza i compromessi dei tempi di ricarica elettrica, Toyota Mirai e Hyundai Nexo rappresentano soluzioni mature e tecnologicamente avanzate. I consumi reali dimostrano che la tecnologia funziona — e funziona bene — ma il contesto italiano non è ancora pronto ad accoglierla su larga scala.
Chi invece cerca una mobilità sostenibile senza vincoli geografici, almeno per ora, troverà nell’elettrico una rete più capillare e costi di esercizio competitivi. L’idrogeno ha tutte le carte in regola per diventare protagonista, ma ha bisogno che qualcuno investa seriamente sulle pompe prima ancora che sulle auto.
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