Ridere è una delle poche cose che gli esseri umani fanno senza bisogno di istruzioni. Ma perché ridiamo? La scienza ha una risposta precisa: il cervello reagisce all’incongruenza, ovvero alla rottura improvvisa di un’aspettativa. Quando la realtà si rivela diversa da ciò che ci aspettavamo, scatta il meccanismo della risata. Non siamo soli in questo: anche i topi, i delfini e le scimmie producono suoni associabili al riso, soprattutto durante il gioco. La risata, insomma, ha radici evolutive profonde e serve a rafforzare i legami sociali. Gli antichi Romani non erano da meno: amavano l’ironia pungente, spesso rivolta ai potenti, alle mogli fedifrago e ai mariti ingenui. Cicerone stesso teorizzò l’umorismo nei suoi scritti, e il bersaglio preferito della comicità latina era quasi sempre qualcuno che credeva di sapere tutto… e invece non sapeva niente.
La Barzelletta
Un uomo sta facendo la doccia. La moglie si spoglia e lo raggiunge, ma proprio in quel momento sentono il citofono suonare. La donna si avvolge di corsa un asciugamano intorno al corpo e va ad aprire: è Giovanni, il vicino di casa.
Lei non fa in tempo a salutarlo che lui le dice:
– Zitta, zitta, non dire niente… se fai cadere subito l’asciugamano per terra, ti do 800 euro in contanti.
E tira fuori gli 800 euro dal portafoglio.
La donna è un po’ confusa, ma non c’è molto tempo per pensare. Così, in un attimo, lascia cadere l’asciugamano. Giovanni la guarda, poi le consegna i soldi, come aveva promesso.
La moglie torna in bagno dal marito, che le chiede:
– Chi era?
– Era Giovanni, il vicino.
– Ah, ok… per caso ti ha restituito quegli 800 euro che gli avevo prestato l’altro giorno?
Perché Fa Ridere
La barzelletta funziona grazie a un doppio ribaltamento dell’aspettativa. Il lettore costruisce nella propria testa una storia di tradimento e trasgressione, salvo scoprire nell’ultima battuta che Giovanni stava semplicemente restituendo un debito — con un metodo tutto suo, certo, ma tecnicamente onesto. Il marito era al corrente del prestito, la moglie no. Ed è proprio questa asimmetria di informazioni a rendere la scena comica: chi sembrava furbo era in realtà solo un postino molto creativo, e chi sembrava ingenuo aveva già calcolato tutto… tranne l’effetto collaterale.
