La barzelletta del bambino che aggira Dio per rubare i biscotti alla suora ti farà morire dal ridere

Ridere è una delle attività più antiche e misteriose del genere umano. Dal punto di vista neurologico, la risata si attiva quando il cervello percepisce un’incongruenza tra ciò che si aspetta e ciò che accade: è il famoso “effetto sorpresa” che scatena il rilascio di dopamina ed endorfine. Non siamo gli unici, però: studi scientifici hanno dimostrato che anche ratti, scimpanzé e persino cani producono suoni assimilabili alla risata durante il gioco. La differenza? Solo noi facciamo barzellette. E per fortuna.

Nella storia, l’umorismo ha sempre rispecchiato i valori — e i vizi — di ogni epoca. Gli Antichi Romani ridevano volentieri dei politici corrotti, delle mogli infedeli e degli schiavi furbi, come testimoniano le commedie di Plauto. Marziale, invece, era il re dell’epigramma pungente: una sorta di Twitter ante litteram, ma con più latinorum e meno algoritmi. Il punto è che l’ironia, nei secoli, non è mai cambiata davvero: si ride sempre di potere, di ingenuità e di chi si prende troppo sul serio.

La Barzelletta

In una scuola cattolica i bambini stanno facendo ricreazione e, per merenda, una suora porta un bel cesto di mele. Sopra ci appoggia un bigliettino con su scritto:

«PRENDI UNA SOLA MELA: DIO TI GUARDA!»

Poco dopo entra un’altra suora con un sacchetto di biscotti. Un bambino, con la calma olimpica di chi ha già risolto ogni dilemma teologico, esclama:

«Possiamo prendere quanti biscotti vogliamo: tanto Dio sta guardando le mele!»

Perché Fa Ridere?

Il meccanismo comico si basa su un ragionamento apparentemente logico ma completamente assurdo. Il bambino prende alla lettera il messaggio della suora — “Dio ti guarda” riferito alle mele — e ne deduce, con una coerenza disarmante, che l’occhio divino sia impegnato altrove e dunque i biscotti siano in una sorta di zona franca morale. È la classica struttura del paralogismo comico: una conclusione sbagliata ricavata da premesse giuste. In più, c’è qualcosa di irresistibile nell’immagine di un bambino che aggira secoli di dottrina cattolica con la stessa disinvoltura con cui si ruba un biscotto.

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