La barzelletta del bambino che scopre come fregare Dio ti farà ridere a crepapelle

Ridere è una delle attività più antiche e universali che esistano: non è un caso che persino i topi, i delfini e le scimmie producano vocalizzazioni simili alla risata durante il gioco. Gli studi di neuroscienze mostrano come il cervello attivi il sistema limbico — quello delle emozioni — ogni volta che percepisce un’incongruenza comica: ci aspettiamo una cosa, arriva un’altra, e scatta il cortocircuito felice. Ma l’ironia e il senso dell’umorismo non sono universali: cambiano profondamente nel tempo e nelle culture. Gli antichi Romani, per esempio, si sbelicavano sulle battute oscene, sui difetti fisici degli schiavi e sugli stranieri — una comicità che oggi definiremmo quantomeno scomoda. Nel Medioevo, la risata era addirittura sospetta: troppo vicina al diavolo, troppo lontana dalla preghiera. Poi, per fortuna, è arrivata la barzelletta moderna — raffinata, sottile, capace di usare la logica come arma comica. E quella che stai per leggere è un piccolo capolavoro di questo genere.

La barzelletta

In una scuola cattolica i bambini stanno facendo ricreazione e, per merenda, una suora porta un bel cesto di mele. Sopra ci attacca un bigliettino:

“PRENDI UNA SOLA MELA: DIO TI GUARDA!”

Poco dopo arriva un’altra suora con un sacchetto di biscotti. Un bambino legge il biglietto, guarda i biscotti, ci pensa un secondo e poi esclama:

“Questi li possiamo prendere quanti vogliamo: tanto Dio sta guardando le mele!”

Perché fa ridere

Il meccanismo comico si regge su un ragionamento che è, al tempo stesso, assurdo e perfettamente logico. Il bambino non trasgredisce: applica alla lettera la regola. Se Dio è occupato a sorvegliare le mele, la sua attenzione è tutta lì — e i biscotti sono zona franca. È la stessa logica che usano gli adulti ogni giorno per giustificare mille piccole scappatoie morali, solo che un bambino la dice ad alta voce, senza filtri e senza vergogna. Ed è esattamente questo a far esplodere la risata.

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